Le persone dietro il progetto

Scopri la storia di chi ha reso tutto possibile

Silvano Somma - Azienda Agricola Selvadoro

Sono Silvano Somma, classe 1989, e ho dedicato la mia vita allo studio e alla pratica della terra: sono infatti Coltivatore Diretto, Dottore Forestale e presidente dell'Associazione Primaurora che, sul Vesuvio, si prende cura del delicato e meraviglioso ecosistema del vulcano attraverso iniziative in materia di riforestazione, dissesto idrogeologico e difesa antiincendio. Sono impegnato, perciò, nella salvaguardia del territorio a 360 gradi con particolare attenzione alle tematiche dell’educazione ambientale e della sensibilizzazione dei cittadini, soprattutto delle fasce più giovani che rappresentano il futuro e la rinascita di questa Terra.

Peppino Pelullo - Azienda Agricola Montemarano

Sono Giuseppe Pelullo (Peppino per tutti), classe 1962. Mi occupo di ambiente da sempre, ma faccio il contadino da “soli” vent’anni coltivando grani antichi nella mia terra solitaria e incantevole situata nel cuore dell’Irpinia. La mia attività è incentrata principalmente sulla riproduzione di antiche varietà di grano, tra cui l’importantissima “Risciola”, grano tenero ormai da lungo tempo scomparso. Ritengo che il lavoro su semi sia fondamentale per l’autodeterminazione dei contadini e, per questo motivo come per tutte le mie scelte in campo e di campo, mi ritengo un divulgatore della Sicurezza Alimentare, della Sovranità Alimentare e della Sostenibilità Ambientale, soltanto attraverso le quali potremo Seminare il futuro.

Miriam Corongiu - Azienda Agricola "L'orto Conviviale"

Sono Miriam Corongiu, ho 50 anni e mi definisco orgogliosamente contadina. Circa 5 anni fa sono stata licenziata dalla compagnia di navigazione in cui lavoravo e ho deciso di riprendermi la vita. Ho cambiato tutto: ho lavorato da bracciante nella terra di mio suocero e contemporaneamente ho studiato – e studio ancora – agroecologia con particolare cura per la giustizia ambientale in Terra dei Fuochi perché penso che conoscenza e riscoperta dei saperi siano centrali per ritrovare la mia dignità di essere umano e di coltivatrice. Oggi L’Orto Conviviale, la mia piccola azienda, è una realtà affermata nel vesuviano ed è il mio modo di custodire la terra, di rifunzionalizzare il territorio e di costruire comunità. Sono madre di una ragazza di 14 anni, lavoro in campagna, scrivo libri e articoli su ecofemminismo e sovranità alimentare, (visitate il mio blog www.georgika.it – Terre dei Fuochi . E di vita), sono un’attivista ecologista impegnata, tra mille altre cose, nella pratica delle economie trasformative attraverso progetti di rete contadina. E, più di tutto, sono felice.

Vincenzo Marciano - Azienda Agricola "L'orto Conviviale"

Sono Vincenzo Marciano e mi occupo di terra in molte possibili accezioni. Sono infatti geologo specializzato in idrogeologia e caratterizzazione sismica del territorio che opera da libero professionista e consulente per enti pubblici e privati in materia di dissesto idrogeologico/sismico, bonifica di siti inquinati, tutela e gestione della risorsa idrica. Faccio parte di numerose Commissioni Tecnico-Scientifiche e, non certo da ultimo, sono agricoltore dell’Orto Conviviale. Se per la mia professione ho imparato tutto attraverso percorsi accademici e lavorativi, per l’agricoltura il mio unico e vero insegnante è stato mio padre di cui, oggi, coltivo la terra. L’agroecologia, come la geologia, non sono mestieri che si possano improvvisare e se lo studio è fondamentale per una buona preparazione, il resto è cura, abnegazione e responsabilità. Alla fine di questa lunga giornata che chiamiamo vita, ciò che conta infatti è l’onestà con cui si fanno le cose e l’amore con cui si fa terra.

Vincenzo Tosti - Alfiere della terra

Sono Vincenzo Tosti e sono attivista in Terra dei Fuochi, terra che ha preso a scorrere nel mio sangue e a diventare parte del mio respiro già tantissimi anni fa. Sono il presidente della Rete di Cittadinanza e Comunità e fra gli animatori più perseveranti di Stop Biocidio, coalizione ambientalista regionale. Ho sempre avuto un’attenzione molto particolare per i contadini perché ritengo che la sopravvivenza stessa della nostra bellissima Campania sia legata alla loro e che la terra debba andare a chi la lavora per davvero, non ai grandi investitori dell’agroindustria o dell’impiantistica. Sono convinto che sovranità alimentare e attivismo ecologista debbano intrecciarsi su ogni territorio e che vada rinsaldato, sopra ogni cosa, il rapporto tra città e campagna.